Guida: installare Mac OSX Snow Leopard su PC (installazione nativa Vanilla con aggiornamenti ufficiali)

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Come avevo promesso poco tempo fa ad un amico (Roby, questa è per te ;) ) ecco a voi la guida per installare Mac OSX Snow Leopard su Pc, tramite un’installazione nativa e che supporta gli aggiornamenti ufficiali.

Premessa doverosa n° 1: la guida è liberamente tratta da quella di tweak41 su insanelymac.com (di gran lunga il miglior posto dove cercare informazioni su come installare OSX su un pc).

Premessa doverosa n°2: il mio pc è stato assemblato tenendo conto dell’obbiettivo dichiarato di installarci sopra OSX, quindi le componenti erano state scelte minuziosamente. Potete provarci anche con il computer che avete già, ma i risultati non sono assicurati. Per cercare i file necessari all’installazione sul vostro pc, Google, insanelymac.com, ihackintosh.org e similari possono esservi sicuramente di grande aiuto.

Andiamo a cominciare:

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Android on iPhone – Riflessioni su iPhoDroid

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Poco tempo fa ho avuto modo di rinnovare totalmente il mio computer, e, con una decisione che ora ritengo oltremodo saggia e furba, ho acquistato componenti che mi permettessero di usufruire in tutto e per tutto di Mac OSX Snow Leopard. L’esperimento è riuscito bene e tutto è funzionante (pur se con qualche leggero intoppo qua e là, ma che non disturbano l’utilizzo). Riguardo questo, però, scriverò appositamente un articolo e una guida il più semplice possibile, come ho promesso già a qualcuno. :P

Quello di cui parlo oggi riguarda sempre la griffe della mela morsicata, ma si sposta sul versante iPhone.

Qualche tempo fa (più di un anno, se non ricordo male) un tizio, tale planetbeing, cominciò un lavoro che sembrava quasi impossibile: effettuare il porting di Android sull’iPhone. Ricordo di essermi interessato con entusiasmo, dato che questo apriva scenari eccezionali. Per molto tempo, però, il lavoro è proseguito in sordina, seguito quasi esclusivamente da chi aveva il coraggio di intrufolarsi tra i termini quasi incomprensibili che costellavano i lavori in corso, sul blog del progetto.

Ebbene, 2 mesi fa, su tale blog uscì un post rivoluzionario che attirò le attenzioni di quasi tutti i blog inerenti l’iPhone (e non solo – è significativa in questo senso la differenza nel numero dei commenti tra i post precedenti e quelli successivi): planetbeing era riuscito nell’intento di portare e rendere utilizzabile Android sul device Apple!

Sono tornato a capofitto sul progetto e, navigando nel forum appositamente creato per il progetto, incrociai un altro progetto chiamato “iPhoDroid“: nientepopodimenochè un installer completamente automatizzato che provvedesse dapprima all’avvio temporaneo di Android sull’iPhone, poi, nelle ultime release, anche all’installazione totale del sistema operativo di Google. Ecco una panoramica di questo programma e qualche riflessione:

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Trusted-source filtering: black e whitelisting a seconda del fornitore del servizio email (non tutte le ciambelle riescono col buco)

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TrustedSource

TrustedSource is an Internet reputation system originally developed by CipherTrust and now owned by McAfee. It provides reputation scores for Internet identities, such as IP addresses, URLs, domains, and email/web content. Reputation data and content categories, as well as global email, web and other network traffic patterns observed by TrustedSource ecosystem, for any IP address, domain, or URL can be checked from the TrustedSource.org portal site[1]. TrustedSource works by analyzing in real-time traffic patterns from email, web and network data flows from McAfee’s global set of security appliances and hosted services, as well as those of partners like F5 Networks. Working off that data stream, it applies data mining and analysis techniques, such as Support Vector Machine, Random forest, and Term-Frequency Inverse-Document Frequency (TFIDF) classifiers[2] to determine the degree of maliciousness and security risk associated with each Internet identity, as well as perform content categorization.

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CAPTCHA: old stuff?

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Con l’acronimo inglese CAPTCHA si denota nell’ambito dell’informatica un test fatto di una o più domande e risposte per determinare se l’utente sia un umano (e non un computer o, più precisamente, un bot). L’acronimo deriva dall’inglese “completely automated public Turing test to tell computers and humans apart” (Test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani). Il termine è stato coniato, nella terminologia inglese, nel 2000 da Luis von Ahn, Manuel Blum e Nicholas J. Hopper della Università Carnegie Mellon e da John Langford della IBM. Come consueto nella terminologia informatica il termine inglese viene utilizzato anche nella terminologia informatica italiana.

Un test captcha tipicamente utilizzato è quello in cui si richiede ad un utente di scrivere quali siano le lettere o numeri presenti in una sequenza di lettere o numeri che appaiono distorti o offuscati sullo schermo.

Dal momento che il test viene gestito da un computer, mentre il test originale di Turing viene gestito da un umano, a volte si descrive il test captcha come un test di Turing inverso. Si tratta però di una definizione fuorviante, perché potrebbe indicare anche un test di Turing in cui entrambi i partecipanti tentano di provare che non sono umani.

Tratto da Wikipedia.

I CAPTCHA tornano a far parlare di sé attraverso per i sempre più numerosi attacchi condotti da parte degli spammer di tutto il mondo. I laboratori Websense Security hanno recentemente individuato un feroce accanimento nei confronti di Microsoft Hotmail, con la creazione di bot in grado non solo di effettuare una registrazione presso il portale e di creare quindi account casuali, ma anche di raccogliere quest’ultimi per essere poi usati a piacimento. Sotto attacco pure i CAPTCHA di Gmail.

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Conficker: programmatori di tutto il mondo imparate a non essere invasivi

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Personalmente, penso che Conficker sia il più bell’esempio di programmazione non invasiva che io abbia mai visto. 

Roma – Con qualche giorno di ritardo, e senza particolare clamore, Conficker è entrato in funzione. Come previsto, ha abbandonato il download dei suoi “aggiornamenti” attraverso il protocollo HTTP e si è orientato sulla più impalpabile e insidiosa rete P2P costruita a partire dalla terza versione del worm. Ha iniziato a scaricare piccoli pezzetti di codice, altamente cifrati, sulle macchine infette stando bene attento a cancellare le tracce del suo passaggio: è ancora presto per dire quali danni sia in grado di compiere, ma pare proprio che, archiviata la fase di attesa, ora il più celebre malware dai tempi di Storm sia pronto a darsi da fare.

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