Poco tempo fa ho avuto modo di rinnovare totalmente il mio computer, e, con una decisione che ora ritengo oltremodo saggia e furba, ho acquistato componenti che mi permettessero di usufruire in tutto e per tutto di Mac OSX Snow Leopard. L’esperimento è riuscito bene e tutto è funzionante (pur se con qualche leggero intoppo qua e là, ma che non disturbano l’utilizzo). Riguardo questo, però, scriverò appositamente un articolo e una guida il più semplice possibile, come ho promesso già a qualcuno.
Quello di cui parlo oggi riguarda sempre la griffe della mela morsicata, ma si sposta sul versante iPhone.
Qualche tempo fa (più di un anno, se non ricordo male) un tizio, tale planetbeing, cominciò un lavoro che sembrava quasi impossibile: effettuare il porting di Android sull’iPhone. Ricordo di essermi interessato con entusiasmo, dato che questo apriva scenari eccezionali. Per molto tempo, però, il lavoro è proseguito in sordina, seguito quasi esclusivamente da chi aveva il coraggio di intrufolarsi tra i termini quasi incomprensibili che costellavano i lavori in corso, sul blog del progetto.
Ebbene, 2 mesi fa, su tale blog uscì un post rivoluzionario che attirò le attenzioni di quasi tutti i blog inerenti l’iPhone (e non solo – è significativa in questo senso la differenza nel numero dei commenti tra i post precedenti e quelli successivi): planetbeing era riuscito nell’intento di portare e rendere utilizzabile Android sul device Apple!
Sono tornato a capofitto sul progetto e, navigando nel forum appositamente creato per il progetto, incrociai un altro progetto chiamato “iPhoDroid“: nientepopodimenochè un installer completamente automatizzato che provvedesse dapprima all’avvio temporaneo di Android sull’iPhone, poi, nelle ultime release, anche all’installazione totale del sistema operativo di Google. Ecco una panoramica di questo programma e qualche riflessione:



