Essendo di recente impegnato nel progetto per l’esame di Algoritmi e Strutture Dati, ho avuto modo di tirare diverse conclusioni.
Come spesso accade, agli inizi dello sviluppo di un progetto d’esame, capita di scambiarsi i codici sorgenti, la maggior parte delle volte ancora “ruvidi” e poco ottimizzati, pieni di erroracci anche stupidi (ecco perchè ce li passiamo, perchè gli errori più grandi, clamorosi e semplici sono sempre quelli che stupidamente non si vedono). Ma c’è una nota di rilievo che sono felice di constatare: la completezza.
Mi spiego meglio: il progetto di Algoritmi relativo a questo semestre d’esami prevedeva la scrittura di un programma in grado di gestire un database attraverso l’uso di alberi binari di ricerca (una particolare struttura dati, ideata per rendere più efficienti le operazioni: detta in semplicità: tutti gli elementi sono organizzati in ordine crescente, quindi utilizzando il metodo della ricerca binaria (o dicotomica), è molto più veloce effettura ogni operazione). Seppur la richiesta di creare il programma fosse sul modello di un generico database di gestione commerciale, ammetto di non aver mai visto tanti programmi così simili, soprattutto in una certa caratteristica: la completezza. Fra tutti quelli che ho avuto l’occasione e il piacere di notare, non ce n’era uno che tralasciasse il messaggio finale “Grazie e arrivederci”. Rarissimi anche i casi in cui mancava il messaggio di benvenuto (ad esempio il mio era “Benvenuto nel sistema di gestione articoli [...]“).
Tutto ciò mi ha fatto pensare che, effettivamente, saremmo (mi ci includo anche io, và
) dei buoni programmatori, almeno sotto questo punto di vista. L’attenzione ai dettagli è stata maniacale: indentazioni (lo spazio tra i caratteri, le parole, le funzioni ecc.) curate al millimetro (Marco Bernardo from Programmazione degli Elaboratori docet), errori ortografici nei messaggi all’utente (dove cioè non sono rilevanti) evitati scrupolosamente, commenti dettagliati ogni qualvolta ce ne fosse il bisogno.
La cosa mi rende felice: vedere una simile scrupolosità nei dettagli, non solo in quanto il programma andava presentato al professore per una valutazione, ma proprio come modus operandi mi fa sperare che le cose non vadano così solamente qui. E se ci comportassimo tutti in questa maniera, se le premesse sono e rimangono queste, prevedo un futuro roseo per i programmatori e per chi lavora in questo settore.
Speriamo bene!
gioggi2002
