Le statistiche parlano chiaro: Google è il motore di ricerca più usato nel mondo e di gran lunga il più preferito e il maggiormente efficiente.
Ma perchè questo successo? Cosa sta dietro al vero e proprio fenomeno Google? Motore di ricerca prima di tutto, dispensatore di ogni genere di servizi poi, marchio commerciale indiscusso e importante in ogni caso.
In primis, cosa è Google? Nato come motore di ricerca ormai una decina di anni fa (ha festeggiato poco tempo fa il suo decimo anniversario, rendendo disponibile la ricerca per come era nel lontano 2001, ora non più disponibile, dato che i festeggiamenti sono terminati), tra scelte di marketing intelligenti e vincenti, studi rivelatisi poi inesorabilmente esatti, realizzazione di prodotti e servizi se non indispensabili decisamente utili, si è imposto come marchio leader del web.
Scelte innovative e spesso controverse e discusse, ma che hanno portato fortuna e ricavi degni dell’importanza di tali innovazioni.
Google è nato nel 1998 come servizio di ricerca interno (quindi cieco al mondo di internet), a cui praticamente nessuno era interessato (il fondatore di Yahoo! stessa si disinteressò all’affare – oggi Yahoo! è meno di un terzo di Google). Ma la tecnologia di analisi e classificazione delle pagine (oggi conosciuta come Pagerank) nacque nel 1996, sotto il nome di BackRub. Venne provata e testata in ogni sua parte, e quando fu pronta entrò direttamente a far parte di Google. Quando Google si aprì a internet, gli affari crebbero a vista d’occhio: i due ragazzi che l’avevano fondata (Larry Page e Sergey Brin) si trasferirono a Palo Alto (la città simbolo della Silicon Valley, che ospita anche gli uffici della Apple o i vecchi uffici della NeXT, per i cultori di Steve Jobs) e assunsero il loro primo dipendente. Google.com entrò così in fase di beta, rispondendo già a più di 10000 queries (diciamo “interrogazioni al server”) al giorno.
Nel 1999 Google arrivò a registrare ben 500.000 queries giornaliere, e la decisione di stabilire un parco macchine basato esclusivamente su GNU/Linux e sul software libero, portò Red Hat (la compagnia da cui nascono l’omonima Red Hat e Fedora, due delle più importanti distribuzioni Linux a livello mondiale) ad interessarsi a Google. Venne stretto un accordo per la ricerca interna.
Nello stesso anno, Larry e Sergey si videro “recapitare” 25 milioni di dollari di investimenti da parte di due delle principali compagnie di venture capital (società che si occupano di investimenti) della Silicon Valley: l’importanza futura di Google stava venendo fuori.
Il 21 giugno 1999, la scritta “beta” scomparve da Google.com, mentre alcuni tra i più importanti membri della tecnologia made in Silicon Valley si siedevano al consiglio di amministrazione della compagnia (per quanto siano stati importanti, non è giusto infatti ritenere Larry e Sergey gli unici artefici del successo di Google, che, come la maggior parte dei grandi successi trova la sua forza nell’impegno di un team competitivo e preparato).
Anche Virgilio, famoso portale, provider e motore di ricerca italiano (oggi inglobato da Telecom Italia nei servizi “Alice”) si appoggiava a Google e divenne suo cliente.

L’inizio del nuovo millennio coincise con la “culturizzazione” di Google, il riconoscimento a vero e proprio strumento di cultura di massa per Google. Un’innovazione aziendale, investimenti contro-corrente, anti-formalistici erano la vera spinta della forza culturale di Google. Il venerdì gli uffici venivano chiusi (e fino lunedì non avrebbero riaperto, a meno di interventi veramente eccezionali) e gli stessi Larry e Sergey conducevano le leggendarie riunioni TGIF (“Grazie a Dio è venerdì” da “Thanks God It’s Friday”), organizzando attività di gruppo e giochi (come le partite di hockey su pattini). La cultura di massa aziendale era curata in ogni particolare: vennero assunti cuochi che portarono ricette particolari e innovative, lo spazio di lavoro era il più possibile aperto e libero da muri, le poltrone da ufficio vennero rimpiazzate da palle di gomma per favorire la mobilità. Gli avanguardistici computer erano addirittura posati su poltrone appoggiate su cavalletti e adibite a tavoli. Cani vagavano liberi per i corridoi, c’erano lampade-lava ovunque, coloratissime. Le riunioni si svolgevano attorno a tavoli da ping pong.
Questa cultura potrebbe sembrare estremamente “libera” e per certi versi controproducente alla produttività aziendale. Non è così: in questo modo si veniva a formare una unione, uno spirito di sacrificio, nessuno lavorava perchè veniva pagato, si lavorava perchè si era parte di un gruppo unito e ben coeso. Questa era la vera forza delle aziende made in Silicon Valley (ancora una volta, mi viene da citare Steve Jobs, quando la Apple o la NeXT erano agli inizi).
Nel maggio 2000 Google vinse diversi premi e a giugno divenne ufficialmente il più grande motore di ricerca mondiale, con più di un miliardo di documenti indicizzati. Le queries quotidiane arrivarono alla straordinaria cifra di 18 milioni. Ciò che porto però la vera e incredibile espansione di Google fu la straordinaria invenzione del sistema AdWords: il servizio di pubblicità mirata, in base a cui ogni utente riceveva pubblicità mirata sui suoi interessi e le sue ricerche. Sebbene alcuni lo vedano (tuttora) come un fastidio e una violazione della privacy, in realtà la stragrande maggioranza degli utenti lo trovarono un servizio eccellente e funzionale.
Nello stesso anno venne anche introdotta l’utilizzatissima Google Toolbar, un diffusissimo plug-in per Internet Explorer che consentiva di fare ricerche senza dover ogni volta collegarsi al portale principale.
Entro la fine del 2000 le queries giornaliere arrivarono ad addirittura 100 milioni, con il preciso intento di aumentare i propri servizi: il settore scolastico cominciò a poter usufruire gratuitamente della maggior parte dei servizi. Una scelta che, neanche a dirlo, si rivelò estremamente azzeccata e produttiva.
Nel 2001 Google acquistò lo sterminato archivio di Usenet, il sistema di newsgroup più utilizzato del mondo. Si trovò così a riorganizzare oltre 650 milioni di messaggi e a portare il sistema di cancellazione, posting e modifiche a velocità mai viste prima.
Venne inaugurato un nuovo modo di fare marketing: il Google Zeitgeist, che navigando tra i miliardi di queries che Google riceveva, tracciava i trend delle parole più cercate, fino a stilare vere e proprie classifiche.
Il 2001 fu anche un anno importante per il mondo della telefonia, in quanto Google fece per la prima volta il suo sbarco nel mondo dei cellulari
Il 2002 fu invece l’anno di Google News, portale dedicato all’informazione che attingeva notizie da oltre 4500 siti web (in cui la ricerca e la selezione degli articoli era completamente automatica). Nello stesso anno venne inaugurato Froogle, oggi Google Product Search (attualmente in beta), motore di ricerca per prodotti da acquistare. Froogle permetteva di trovare qualsiasi prodotto e unito a Google Local (che nacque nel 2004) includeva anche la possibilità di cercare negozi che vendessero tale prodotto, con tanto di comoda mappa e percorso dettagliato. Oggi Froogle e Google Local sono stati sostituiti rispettivamente da Google Product Search e Google Maps.
Nel 2004 nasce Gmail (Google Mail), il servizio di webmail di Google. Concedendo a ogni utente ben circa 9 Gb di spazio a disposizione (nel momento in cui scrivo) è la piattaforma di mail gratuita più “grande” del mondo. Estremamente versatile e utilizzabile in ogni occasione, integrabile con tantissimi plugin, Gmail sta diventando concorrente di Hotmail, la piattaforma finora leader indiscussa di Microsoft.
E così via fino ad arrivare a oggi, i prodotti introdotti sono tantissimi: Picasa, l’editor nonchè fotoalbum online (a partire da 1 Gb gratuito di spazio), Google Desktop (conosciuto anche come Google Desktop Search), utilissimo tool di ricerca interna sul proprio computer, nonchè straordinaria e utilissima piattaforma alternativa ai widget di Windows Vista. Ma c’è anche Google Print, diretto concorrente di Amazon, che permette di fare ricerche, consultare e acquistare online uno sterminato elenco di titoli letterari. Blogger: piattaforma di blogging gratuita diretta concorrente di colossi come WordPress, Google Analytics, strumento per webmaster che consente di analizzare minuziosamente le statistiche del proprio sito. E ancora Orkut, Google Talk, Google Alert. E infine il più importante di tutti: Youtube. La più famosa piattaforma per caricare e vedere video personali e non da tutto il mondo è infatti stata acquisita quest’anno da Google. L’affare più azzeccato dell’anno probabilmente.
Nel 2006 inoltre, Googleplex ha cominciato la sua trasformazione in impianto ad energia solare. Ogni struttura è stata ricoperta da pannelli solari che permettono al complesso di essere indipendente ed ecologico. Un lavoro che costerà ben 10 milioni di dollari che saranno poi ripagati nel tempo recordi di soli 10 anni. Inoltre, in breve la cittadina sede di Googleplex (Mountain View) potrà usufruire gratuitamente (chiunque passi di lì compreso) di una velocissima rete wireless, messa a disposizione da Google.
Niente male, per una compagnia nata da 10 anni e il cui valore ha ormai superato i 100 miliardi di dollari (più di GM, General Motors e Ford messe insieme). Perciò ricordate: “Don’t Be Evil”.
gioggi2002